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Fondazione ai Caduti dell’Adamello – ONLUS

Fondazione ai Caduti dell’Adamello – ONLUS


Bando di gara per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione di una teleferica monofune a servizio del Rifugio “Ai Caduti dell’Adamello”.

La Fondazione ai Caduti dell’Adamello - ONLUS della Provincia Autonoma di Trento, con sede in P.zza Dante, n. 15 a Trento, ha pubblicato il bando di gara per l'affidamento della prgettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione di una teleferica monofune a servizio del Rifugio “Ai Caduti dell’Adamello” C.C. Mortaso II - Spiazzo (TN), ai sensi dell’art. 16, comma 3 della L.P. 2/2016 e ss.mm..

BANDO Teleferica.pdf

 

IL RIFUGIO AI CADUTI DELL'ADAMELLO.

Il rifugio Ai Caduti dell'Adamello è situato nei pressi del passo della Lobbia Alta, dove si trova l'altare del Papa.
Fino a qualche decennio fa il rifugio a quota 3.050 mslm era lambito dalla neve, ma ora il ghiacciaio sta subendo un rapido ritiro.
Il Pian di Neve sta sciogliendosi in cento rigagnoli, le rocce affiorano dovunque e non è raro, al passo della Lobbia, veder affiorare ordigni e resti di Caduti.

Il costone della montagna, composto da grandi massi depositati nel corso dei movimenti del ghiacciaio, non garantiva la stabilità del rifugio, costruito negli Anni Trenta dove c'erano dei baraccamenti italiani durante la Guerra Bianca. S'era perfino pensato di abbandonarlo e costruirne un'altro in una zona sicura.
Nel 2000 però fu costituita la "Fondazione ai caduti dell'Adamello ONLUS", che si assunse l'incarico di reperire i fondi per la ristrutturazione.

Presieduta dal dott. Francesco Squarcina, fino a poco tempo fa Commissario del Governo per la provincia di Trento, la fondazione è composta dalla Provincia autonoma di Trento, da quella di Brescia, dal Cai di Brescia, dalle sezioni ANA di Valcamonica e di Trento, dai Comuni della val Rendena, dalla Comunità montana della Valcamonica, dal Parco dell'Adamello Brenta e dal Comune di Brescia e da quello di Spiazzo.

La ristrutturazione eseguita negli anni 2003-2005 costò complessivamente 6,4 milioni di euro. Il maggior onere fu assunto dalla Provincia autonoma di Trento, con uno stanziamento di 5 milioni e 360 mila euro.

L'Associazione Nazionale alpini fece la sua parte, lanciando la campagna "Un euro per ricordare, un euro per aiutare" .
La somma raccolta versata alla Sede nazionale dai nostri iscritti e girata alla Fondazione fruttò un contributo di 175 mila euro, ai quali si aggiunsero 25 mila euro, ciascuna, dalla sezione Valcamonica e da quella di Trento.

Ma, oltre al contributo finanziario, certamente importante, queste due sezioni e l'intera Associazione hanno avuto il grande merito di aver rilanciato l'Adamello, organizzando gli annuali pellegrinaggi sui luoghi della Guerra Bianca, il prossimo si terrà dal 28 al 31 luglio, costruendo l'altare al quale officiò Giovanni Paolo II.

Al termine dei lavori di ristrutturazione, il nuovo rifugio fu inaugurato nell'ottobre 2005 dai presidenti della Provincia autonoma di Trento Dellai (allora presidente della Fondazione) e di Brescia Cavalli, i sindaci di Brescia e di tanti paesi dei due versanti camuno e trentino.

Una S. Messa fu concelebrata da Sua Eminenza il cardinale Giovanni Battista Re e da monsignor Giulio Viviani. Il cardinale Re, nativo della Valcamonica è di casa in Adamello, per i suoi natali camuni e per le sue numerose partecipazioni ai nostri pellegrinaggi.

Questo rifugio è particolarmente caro agli alpini non solo per la memoria dei Caduti ma anche perché ospitò Papa Giovanni Paolo II: una prima volta nel 1984, quando accompagnato dall'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini salì sul ghiacciaio per sciare; la seconda volta, nel 1988, quando celebrò la S. Messa al nuovo altare di granito al Passo della Lobbia, altare che da allora ha preso il suo nome.

In suo nome è stata anche eretta una croce sulla prospiciente vetta, chiamata Punta Croce: guarda al versante trentino e camuno, in una visione che abbraccia due province e la loro lunga storia.

Lo stesso rifugio ospita, in una sala museo, una mostra che documenta i due passaggi del papa.

Dopo i recenti lavori di ristrutturazione, il rifugio è tornato ad essere un luogo d'incontro, un luogo di cultura della montagna e del territorio montano.

E' questo il miglior modo per onorare la memoria di quanti, combatterono su fronti contrapposti fra queste vette, dove era così difficile vivere e così facile morire.