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FAI DELLA PAGANELLA

FAI DELLA PAGANELLA

ZONA:
PIANA ROTALIANA E BASSA VAL DI NON
COSTITUITO IL:
1929
CAPOGRUPPO:
Clementel Carlo
VICE CAPOGRUPPO:
Perlot Giorgio
SEGRETARIO:
Tonidandel Patrizio
CASSIERE:
Tonidandel Claudio
CONSIGLIERI:
Tonidandel Maurizio
Tonidandel Mattia
Tonidandel Lorenzo
Perlot Adriano
Gismondo Salvatore
Gottardi Gianni
Pallanch Floriano
STORIA:

Costituito nel 1929.
Inaugurato il 15 settembre 1929 - Madrina del gagliardetto la sig.ra vedo Bonatti.
Ricostituito il 25 luglio 1953.
Inaugurato il 10 agosto 1954 - Madrina del gagliardetto la sig.ra Natalia Pallanch vedova Endrizzi.
Capigruppo dalla fondazione:
sig. Eucherio Endrizzi 1929-1934
sig. Eugenio Perlot 1934-1935
sig. Iginio Vivari 1935-1937
sig. Ercole Mottes 1937-1939
sig. Iginio Tonidandel 1939-1943
sig. Aldo Mottes di Adolfo 1953-1964
sig. Benedetto Tonidandel 1964-1968
sig. Giuseppe Mottes 1968-1969
cav. Amedeo Tonidandel 1969-1978
sig. Carlo Clementel 1978-1980
sig. Benedetto Tonidandel 1980-1982
sig. Giovanni Romeri
sig. Benedetto Tonidandel
sig. Aldo Clementel
sig. Giovanni Romeri
sig. Graziano Pellegrini
sig. Aldo Clementel

"Un alpino porta sempre a termine tutto ciò che comincia". Questa frase, forse più di altre, riassume la filosofia dei volontari dell`ANA (Associazione Nazionale Alpini) ma soprattutto, può aiutare a capire il perché, dopo settantacinque anni d`attività, nel Gruppo alpini di Fai della Paganella 1`entusiasmo e la voglia di essere utili siano sempre vivi e anzi più forti di prima.
Oggi il Gruppo ANA di Fai della Paganella conta 65 penne nere e 10 aggregati, chiamati amici degli alpini e costituisce una delle formazioni più numerose della zona della Piana Rotaliana e della VaI di Non. E questo testimonia, più delle parole o come dicono gli stessi alpini, "con i fatti", il forte radicamento dell`Associazione nel proprio paese. Eppure, in tanti anni di attività durante i quali sono state realizzate importanti opere per la comunità, la presenza degli alpini in congedo a Fai della Paganella è stata sempre discreta, come nella loro tradizione, perché gli "scarponi", come spesso amano chiamasi tra di loro, non sono animati dal desiderio della popolarità, ma solamente da quello di potere essere utili agli altri.
La storia del Gruppo ANA di Fai della Paganella comincia 75 anni fa, quando, in una sera d`inverno, alcuni amici, tutte penne nere, cominciarono a discutere sul progetto di creare anche nel loro paese una rappresentanza ufficiale dell`Associazione degli Alpini. In quegli anni non era facile portare avanti un`idea del genere: la crisi economica della fine degli anni `20 aveva colpito gran parte delle famiglie italiane e qualsiasi progetto che richiedeva anche un minimo di risorse finanziarie, spesso, doveva essere abbandonato. Grazie, però, alla costanza e alla determinazione di quei ragazzi e all` aiuto finanziario di un loro amico ed estimatore di Trento, 1`ing. Augusto Perlot, il 15 settembre del 1929 il Gruppo di Fai della Paganella ottenne, finalmente, il riconoscimento ufficiale da parte dell`ANA.
Ancora oggi i nomi dei primi soci fondatori sono ricordati da tutti con affetto e con ammirazione: Eucherio Endrizzi, il primo capogruppo, Iginio Endrizzi, Germano Endrizzi, Mario Endrizzi, Giovanni Bettin, Eugenio Perlot, Guido Pallanch, Angelo Agostini, i due Iginio Tonidandel, Ercole Mottes, Vittorio Mottes, Mario Piglialepre, Venanzio Endrizzi, Luigi Agostini e Amedeo Tonidandel.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale e il richiamo alle armi di molte penne nere, alcune dei quali, purtroppo, non faranno ritorno, portarono all`inevitabile scioglimento del Gruppo di Fai della Paganella e a quello della sua fanfara, diretta da Iginio Vivari, che nel giro di poco tempo era diventata famosa ed apprezzata in tutto 1`Altopiano. Ma fu solo una parentesi: gli alpini, come sappiamo, portano sempre a termine ciò che cominciano!
Così, il 25 luglio del 1953, a Fai della Paganella, si festeggiò la ricostituzione del Gruppo dell`ANA e dal quel momento inizia un`intensa attività di opere e di iniziative, che continua fino ad oggi e che hanno fatto degli alpini in congedo un punto di riferimento nella vita sociale del paese.
Tra le opere più significative del ricostituito gruppo delle penne nere merita senz`altro di essere ricordata la costruzione del monumento dedicato ai compaesani caduti in guerra. Inaugurato il 6 agosto del 1961, questo monumento diventerà un simbolo importante per Fai della Paganella. Ogni anno, ancora oggi, è, infatti, luogo di celebrazioni a memoria dei deceduti in tutte le guerre e durante queste manifestazioni il ricordo di chi si è sacrificato sui campi di battaglia porta, quasi per istinto, ad un desiderio profondo di pace e alla consapevolezza, affinché il sacrificio degli altri non sia stato inutile, di quanto sia fondamentale che ogni uomo SI impegni moralmente e civilmente a favore degli altri. Ed è proprio questa, in fondo, la "forza" dei volontari dell`ANA, cioè questa loro capacità di creare nella comunità, con le loro iniziative, momenti di riflessione e di aggregazione sociale. Una capacità che non nasce a caso, ma che scaturisce dai valori, quali [`amicizia, la fratellanza, la solidarietà, [` attaccamento al paese, in cui credono fermamente e che spiegano il perché del loro impegno civile, che nel caso degli alpini in congedo di Fai della Paganella si è concretizzato in un lungo elenco di attività, che spesso sono state rivolte anche al di fuori del proprio territorio.
Quando nel 1976 un terribile terremoto sconvolse il Friuli, i volontari di Fai non mancarono alloro impegno, partendo direttamente per i paesi terremotati e promuovendo tra la popolazione una sottoscrizione di fondi; iniziativa che venne, poi, replicata nel 1980-`81 quando la distruzione di un sisma si abbatté su alcune regioni del Sud Italia.
Questa attenzione per i problemi sociali presenti nelle altre regioni italiane, ma anche straniere, è sempre viva nel Gruppo di Fai e il suo contributo finanziario non è mancato mai, come nel caso della costruzione di un asilo realizzato recentemente dall`ANA in Sardegna e di un altro costruito, invece, in Russia.
Nelle attività dei volontari di Fai si è data molta importanza anche allo sport, vissuto come momento aggregante e di trasmissione di valori. Nel 1964, infatti, viene organizzato sulle nevi della Paganella il "Trofeo caduti di Fai", la prima gara invernale di slalom gigante per alpini in congedo che, nel corso di ben 25 edizioni, ha richiamato un numerosissimo pubblico e atleti di fama regionale.
Così come ha richiamato tantissimi alpini in congedo da tutto il Trentino "l`adunata" che è stata organizzata nel 1989, in occasione del 60° anniversario della fondazione del Gruppo, in occasione del quale è stato pubblicato un libro sulla storia dei volontari. Una ricorrenza particolare, questa, che è ricordata da tutti non solo perché tappa fondamentale nella vita dell` associazione, ma perché il raggiungimento di quel traguardo ha dato la motivazione e l` entusiasmo per continuare con tenacia sulla strada intrapresa.
A partire dal 60° si assisterà, infatti, ad un susseguirsi di nuove iniziative: nel 1983 si realizzerà il gemellaggio con il Gruppo di Peschiera del Garda; nel 1987 sarà restaurata la chiesa di Santa Libera a Passo Santel; nel 1994 saranno organizzate le prove alpine militari sulla Paganella; nel 1995 sarà realizzata, invece, la nuova sede del Gruppo, mentre nel 1996 sarà curato il trasferimento del monumento ai caduti presso la piazza adiacente la chiesa di Fai della Paganella.
Il 2001 sarà, invece, l`anno del raduno triveneto dei cappellani militari. Un appuntamento importante che ha permesso di ricordare i cappellani militari compaesani, che hanno prestare servizio durante la seconda guerra mondiale: padre Mario Tonidandel, padre Valentino Mottes, padre Ubaldo Mottes, don Marcello Vivari, padre Roberto Romeri, padre Aurelio Romeri, padre Valeriano Clementel e padre Fiorenzo Pallanch.
Sono stati realizzati, inoltre, i lavori di sistemazione della Grotta della Madonnina e la creazione del sentiero per raggiungerla lungo il famoso "percorso salutare" di Fai. Il Gruppo ha garantire anche la manutenzione di alcuni sentieri come il "Sentiero Ardire" che collega il paese a Passo Sante!.
Attualmente i volontari, con il loro capogruppo Aldo Clementel, sono impegnati nella sistemazione del Belvedere lungo il "percorso salutare" di Fai della Paganella, e nello studio di altre iniziative.
Aldo Clementel è coadiuvato, in tutte le attività del Gruppo, dal vice capo gruppo, Carlo Clementel, dal segretario, Paolo Martinati, dal cassiere, Claudio Tonidandel, dal responsabile sportivo, Patrizio Tonidandel, dai consiglieri Giovanni Romeri, Adriano Perlot, Marco Endrizzi, Maurizio Tonidandel, Giovanni Gottardi e Salvatore Gismondo.
La storia e l`elenco della attività potrebbe continuare, ma chi conosce gli alpini di Fai della Paganella sa che per loro la cosa più importante è avere guadagnato l`affetto e la stima del loro paese, a cui hanno dedicare e dedicheranno il loro entusiasmo per la vita.