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E’ ANDATO AVANTI L'ALPINO e REDUCE DI RUSSIA, prof. Ten. Col. GUIDO VETTORAZZO di Rovereto (Trento).



A 98 anni ha raggiunto per sempre i compagni d’arme, uno degli ultimi simboli viventi della tragica epopea alpina nel secondo conflitto bellico.

 

 

Guido è stato prima di tutto un vero testimone di alpinità, oltre che un esempio di dedizione alla famiglia delle penne nere ed alla sua storia. Rientrato dalla Russia nel gennaio1943, fra i pochi sopravvissuti del Btg. Tolmezzo della Julia (“come ricordava spesso Guido – partimmo in 56 ufficiali e tornammo in 13”) Guido seppe ricostruire attorno a sé una vita di lavoro e di dedizione alla comunità. Insegnante alle scuole medie di Rovereto, fu assessore in comune, pilota di alianti, aeromodellista, giornalista pubblicista e molto altro ancora. Per oltre vent’anni è stato direttore responsabile della nostra rivista alpina sezionale “Doss Trent”, che ha arricchito negli anni di qualità grafica che di contenuti, lasciando il testimone al compimento degli 87 anni.

Vi sono alcune immagini di lui che non possiamo dimenticare: giovane sottotenente alpino alla testa dei pochi sodati sopravvissuti dopo l’uscita da Nikolajewka, fiero Alfiere del Labaro all’Adunata di Bergamo 2010, sino all’ultima bellissima immagine di Guido che accende il tripode della Pace sulla spianata del Colle di Miravalle alla Campana dei Caduti di Rovereto, durante la nostra adunata nazionale dello scorso anno.

Assieme A Nelson Cenci, Carlo Vicentini e tanti altri suoi compagni di corso di Aosta ’41 lo ha certamente accolto nel Paradiso di Cantore anche la moglie Ilia Finotti, scomparsa appena un anno fa, e rimasta al suo fianco per quasi settant’anni. Di lui ci rimane moltissimo: un eredità morale e di rettitudine ed affetto a partire dalle bellissime pagine del libro “Cento lettere dalla Russia” che ricostruisce le sue vicende belliche che tanto lo hanno segnato.

I funerali si terranno giovedì 13 giugno alla Chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia di Rovereto, con inizio ad ore 17.00